La mostra espone immagini e testi che provengono da libri europei dell’epoca dei grandi viaggi. L’esposizione è suddivisa in quattro sezioni tematiche che ripercorrono la “scoperta” dell’Africa pre-coloniale e coloniale da parte europea e decostruiscono lo sguardo che l’Europa ha rivolto al continente e ai suoi abitanti. L’obiettivo è promuovere una storia critica comune ai due continenti. Le quattro sezioni denominate “La ‘scoperta’ di fronte all’ignoto”, “Un mondo umano selvaggio, alla frontiera con la natura”, “Un’Africa nobile, ricca e regale?” e “Le rappresentazioni al servizio degli interessi”, mostrano le contraddizioni dell’atteggiamento europeo nei confronti delle popolazioni e agli ambienti africani.
Da un lato, la volontà “scientifica” di conoscere il continente (esemplificata dall’evoluzione delle rappresentazioni cartografiche), dall’altro il ricorso ai pregiudizi e alle rappresentazioni di un’Africa “selvaggia”, in cui gli abitanti e la natura vengono descritti come al confine con l’irreale, l’animale e il mostruoso. E ancora, l’attrazione e l’interesse per la nobiltà, l’urbanistica, l’organizzazione politica e militare africana insieme agli stereotipi che legittimarono gli interessi commerciali e economici dell’Europa dell’epoca, fra cui in primo luogo il commercio degli schiavi.
La mostra è accompagnata da un catalogo curato da Riccardo Ciavolelle e Valentina Mutti.
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